Mal di schiena persistente? Un controllo alla vista potrebbe risolvere il problema

Mal di schiena, dolori alla cervicale e relazione tra occhio e postura: se soffri di dolori alla schiena o alla cervicale ed hai sviluppato una postura scorretta il problema potrebbe essere la vista. 

mal di schiena

 

Il mal di schiena è ormai un problema molto diffuso che diventa a volte, una costante nella vita di molte persone; alcuni, vivono quotidianamente con fastidi alla schiena o dolori cervicali tanto che ormai la situazione di malessere e fastidio fa parte della loro routine quotidiana. I dolori non vengono più percepiti come problemi da curare ma come fastidi da poter sottovalutare.  Qual è il motivo che causa dolori alla schiena o alla cervicale? Si assume una postura scorretta, è il motivo più frequente. Ma la domanda più importante è: perché siamo portati ad assumere una postura scorretta?
E’ qui che entra in gioco l’indagine di cui si parlerà nei prossimi paragrafi: la postura scorretta dipende da molti fattori, ed uno di questi, è la vista.

La postura corretta, fondamentale per il benessere dell’uomo, consiste in un procedimento estremamente complesso che, per raggiungere l’equilibrio, esige una conoscenza integrale del proprio corpo e della sua corretta localizzazione nello spazio, quale risultato di una profonda maturazione somato-psichica e spirituale.

 

La postura scorretta causa mal di schiena e dolori cervicali: ma perché assumiamo una postura scorretta?

La postura comprende una associazione integrata di fenomeni biomeccanici, neurofisiologici e neuropsichici che si influenzano e si compensano vicendevolmente. Questi fattori vengono a loro volta condizionati dai movimenti degli occhi, della testa, degli arti, da quelli compiuti durante la deambulazione, dal tipo di appoggio plantare, dalla posizione del capo, di quella assunta durante il riposo, seduto e sdraiato, dal tipo e profondità dei movimenti respiratori.

posturologia
La postura è influenzata anche da altri fattori di ordine interno ed esterno. Tra i primi si deve notare l’importanza dell’informazione propriocettiva, la cui stimolazione è fondamentale per la maturazione dello schema corporeo, per quella delle funzioni cognitive, per la regolazione dell’equilibrio tonico oculare e posturale, ed infine, per l’esecuzione dell’attività motoria. Nei fattori di natura esterna si rileva l’importanza delle informazioni visive e uditive, entrambe costantemente in rapporto diretto con quella propriocettiva, grazie alle quali il sistema nervoso centrale ricava preziose informazioni sulla percezione dello spazio extrapersonale. Lo sfasamento di questo sistema sarebbe la causa principale delle disfunzioni percettive* e posturali con sfavorevoli ricadute anche sulle funzioni cognitive deputate all’apprendimento e all’esercizio di attività intellettuali.

Il cervello di una persona che soffre di dispercezione (disfunzione del processo percettivo), orienta la postura e i movimenti del corpo in modo viziato, attraverso l’asimmetria del tono muscolare che diviene responsabile della disposizione spaziale delle sue componenti (arti, bacino, spalle, capo e occhi) sia in condizione statica, sia dinamica. Questo avviene nel tentativo di correggere la disfunzione percettiva, costringendo il paziente ad inclinare la testa e ad assumere posture scorrette che, nel tempo, procurano dolori dovuti alle contratture dei muscoli della schiena, del tratto cervicale, atteggiamenti scoliotici, cefalea, vertigini, maldestrezza e imprecisione nella stima dello spazio.

Tra le cause che influiscono negativamente sul corretto equilibrio di questi delicati processi informativi si sottolineano le interferenze propriocettive riverberate dall’apparato stomatognatico e le conseguenze che derivano dalle cattive abitudini posturali assunte durante il lavoro, lo studio, nel tempo libero e nel riposo, condizionate da concetti errati in materia di educazione o di ergonomia (tipo di seduta al tavolo, disposizione inadeguata dello schermo computer, uso di calzature inadatte).

Rimedi per il mal di schiena e dolori cervicali: parti dalla tua postura e rivolgiti ad un posturologo

Posturologia: che cos’è?

La Posturologia è una scienza integrata che studia l’efficienza del Sistema Posturale Fine ed analizza la relazione tra il suo disequilibrio con eventuali patologie dell’apparato locomotore, percettivo o sensoriale. La Posturologia è multidisciplinare ed in ambito medico è trasversale a varie specializzazioni di cui si avvale, a seconda dei casi, dietro il coordinamento del medico che sovrintende l’indagine funzionale percettiva e posturologica: l’Oculistica, la Fisiatria, la Podologia, la Vestibologia, l’Odontostomatologia, l’Odontoiatria, la Foniatria e altre Discipline coinvolte nel processo di integrazione delle funzioni che vi partecipano.

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La Posturologia si avvale di metodi di indagine funzionale clinico-strumentale che non rientrano nel classificatore del Ministero, pertanto non rappresenta né diagnosi, né terapia. Essa costituisce in un approccio professionale orientato al riequilibrio ed alla ottimizzazione del sistema tonico posturale, cercando di individuare le cause che hanno portato ad una situazione anormale e squilibrata definita: “Sindrome da Deficit Postulare o Percettivo”. Essa è caratterizzata da un eziopatogenesi multifattoriale e, per definizione, consiste in un’alterazione nei sistemi di ricezione, integrazione e trasmissione delle informazioni necessarie all’efficienza percettiva, all’equilibrio posturale e alle funzioni motorie e cognitive. La manifestazione di questa Sindrome è spesso dovuta a una causa scatenante che agisce su un substrato predisposto, ossia un sistema già adattato che ha esaurito i compensi fisiologici messi in atto. La conferma sul sospetto di Sindrome da Deficit Posturale si fonda sulla presenza contemporanea di alterazioni di tipo tonico-muscolare, percettivo e di localizzazione spaziale.

Il posturologo: cosa fa?

Il Posturologo compie una valutazione funzionale globale dell’equilibrio posturale e dell’efficienza del processo integrativo delle informazioni recettoriali che vi partecipano. Questa valutazione è sia di tipo clinico che strumentale e si avvale di apparecchiature specifiche non invasive. Svolge valutazioni funzionali e riflesso-posturali del Paziente/Assistito sulla base di protocolli riconosciuti da enti terzi (Università di Bologna – Master: “Percezion/e Movimento). Interpreta i dati delle valutazioni svolte al fine di inquadrare al meglio il Paziente, senza che esse siano sostitutive di diagnosi medica o si pongano in antagonismo con le procedure terapeutiche sanitarie codificate dal Ministero della Salute.

 

Mal di schiena, dolori cervicali e problemi di postura: quando il problema dipende dalla tua vista

La valutazione della relazione tra occhi e postura. Come fa il posturologo a comprendere se le cause della disfunzioni posturale dipende dalla vista? Ecco i test e le valutazioni visuoposturali condotte sul paziente

 

Valutazione dinamica dei movimenti condotti durante la rotazione e la flesso-estensione del capo, e l’anteroflessione del tronco. I movimenti sono condotti autonomamente dal Paziente in seguito alla consegna ricevuta dall’operatore, o nei casi di mobilità ridotta, seguiti dall’operatore attraverso il semplice e leggero contatto con la punta delle dita e privo di forzature, al fine di ricavarne un feedback sulla qualità del movimento.
“Manovra di convergenza podalica” (secondo Villeneuve e Parpay) Valutazione da parte dell’operatore della resistenza della muscolatura delle anche, in particolare dei rotatori esterni delle cosce, ottenuta attraverso la rotazione interna delle punte dei piedi del Paziente, posto in decupito supino, senza che la manovra possa provocare forzature o arrecargli dolore.
Osservazione attività motoria: viene chiesto al Paziente scalzo in posizione eretta e con le braccia lungo il corpo, di ruotare spontaneamente la testa sulla spalla destra e sinistra, di estendere il capo spontaneamente alzando lo sguardo quanto possibile verso il soffitto, di compiere movimenti spontanei di lateroflessione verso entrambe i lati e di camminare normalmente avanti e indietro lungo la stanza in cui si svolge la valutazione.
Valutazione Psicologica: indagine sulle abilità di lettura, copiatura di figure e loro riproduzione a memoria, analisi delle abilità di categorizzazione delle forme, di figura sfondo, di integrazione visuo motoria e visuo uditiva.

Indicazioni del posturologo

Sulla base dei risultati ottenuti durante il bilancio raccolto, può essere consigliato un programma di rieducazione o di riprogrammazione posturale, che il Paziente dovrà svolgere in studio o autonomamente a casa propria. Gli obiettivi della rieducazione sono stabiliti sulla base delle reali capacità dimostrate negli specifici ambiti indagati e costituiscono un termine di confronto utile per valutare gli incrementi delle performance. Il programma di rieducazione a seconda dei casi, può includere: movimenti oculari, esercizi psicomotori (movimenti del corpo in posizione eretta, supina o sdraiata), di respirazione addominale, di potenziamento delle abilità visuo percettive e/o visuo spaziali (attività di disegno e scrittura condotti al tavolo o alla lavagna), consigli volti al mantenimento della postura corretta durante il sonno, al tavolo di studio e di lavoro, e durante la deambulazione.

La rieducazione posturale

Durante la valutazione del soggetto il professionista oltre a compensare l’eventuale difetto visivo tenderà a comprendere come il paziente percepisce la realtà circostante. Alla luce delle precedenti refertazioni si avranno delle indicazioni precise su come preparare un occhiale con lenti prismatiche. Tali lenti contenenti dei prismi percettivi attivi non interferiranno sulla vista ma lavoreranno unicamente sui muscoli oculomotori che permetteranno un allineamento degli occhi facendoli lavorare in perfetta sintonia. In sintesi, vengono creati degli occhiali unici e diversi da paziente a paziente, con lenti prismatiche, che permetteranno un vero e proprio reset propriocettivo caratterizzato da un riallineamento e sincronizzazione dei muscoli oculomotori. La compensazione prismatica però rappresenta soltanto l’inizio di un percorso riabilitativo caratterizzato da una ri-programmazione posturale.
Le indicazioni di riprogrammazione si basano sull’acquisizione di nuove posture corrette in posizione eretta ed in posizione seduta. Si consiglierà l’utilizzo di un leggio con specifiche misure personalizzate che possano permettere di trovare delle posizioni di riposo in fisiologia.
Unitamente si daranno indicazioni per migliorare il respiro in modalità diaframmatica sia in posizione supina che in posizione eretta. Verrà consigliata una posizione di postura corretta durante il sonno. Si consegnerà del materiale digitale per meglio rivedere alcune posizioni

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