Dislessia e disgrafia: un nuovo approccio terapeutico

Grazie a recenti studi, i disturbi visivi nei bambini con deficit dell’apprendimento possono essere trattati con una nuova metodologia. L’approccio innovativo è nato dagli studi del Prof. Alves Orlando da Silva, medico oftalmologo e primario della cattedra di Clinica Oculistica di Lisbona.

Il ruolo dell’optometria

La tecnica è in sperimentazione da oltre trent’anni ed ha ottenuto importanti risultati, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. L’intuizione del Professore è stata riconoscere una correlazione tra il disturbo dell’apprendimento e la postura. Secondo le sue ricerche, alcune alterazioni della postura possono indurre dei movimenti oculari anomali in grado di determinare un ritardo nella lettura e nella scrittura.

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Che cosa affermano gli studi

Il concetto sul quale si basa il sistema del Prof. da Silva è che una disorganizzazione del sistema propriocettivo, deputato a regolare la stabilità e l’equilibrio, si alimenta delle informazioni che provengono dal mondo esterno attraverso i canali sensoriali classici degli occhi, la bocca, l’orecchio, i piedi. Nel momento in cui si hanno delle incongruenze tra questi segnali, il sistema propriocettivo si disorganizza e passa informazioni incongruenti al cervello che le interpreta come vere e, a sua volta, fornisce input motori scorretti. Scrittura e postura sono segnali in uscita e sono difettosi perché a monte vi è un’informazione in entrata disorganizzata.

Quanto elaborato dal medico portoghese rappresenta una chiave di lettura totalmente diversa ed innovativa per affrontare i disturbi dell’apprendimento infantile.

Quali sono le tecniche e gli strumenti di correzione

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Riconosciute e diagnosticate queste caratteristiche nel paziente, grazie a specifici test, si inizia col prescrivere l’uso di un particolare tipo di occhiali con proprietà totalmente diverse da quelle normalmente conosciute: gli occhiali posturali. Questi permettono di normalizzare il sistema, consentendo al bambino di leggere e migliorare la sua efficienza visiva, a prescindere da quella tradizionale.

L’occhiale posturale rappresenta lo strumento atto ad agevolare la seconda parte della terapia: la fase di riabilitazione, che fonde l’optometria alla psicologia infantile. I risultati sono veramente incoraggianti e il bambino riesce a migliorare tutte le sue abilità visuo-percettive, compresa la localizzazione spaziale. Questo step è di fondamentale importanza, poiché fornisce al bambino e ai suoi genitori le indicazioni posturali ed ergonomiche necessarie e, insieme, una riabilitazione neuro-cognitiva efficace per migliorare la performance nella lettura, nella scrittura e in tutte le attività di apprendimento.

La diagnosi e la prevenzione

Se un bambino presenta problemi a livello scolastico, è importante sottoporlo a test specifici per diagnosticare con sicurezza l’eventuale presenza ed il grado di deficit. Non sempre è necessario intervenire, ma è bene rilevarne la presenza, per poter fornire tempestivamente al bambino gli strumenti per correggere questa problematica.

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