Optometria pediatrica: bambini e disturbi visivi

DEFINIZIONE E SCOPO DI UN ESAME VISIVO

Prima di affrontare il tema, riteniamo sia importante soffermarci sul significato di screening. Nel 1957 The United States Commission of Cronich Illness ha definito gli screening come:

L’ identificazione precoce di una malattia o difetto non diagnosticato grazie all’ applicazione di test, esami o altre procedure che possono essere applicate rapidamente. Gli screening devono differenziare le persone che apparentemente stanno bene e che probabilmente hanno una malattia, da quelle che sono sane. Gli screening non hanno l’ intento di essere diagnostici. Persone che risultano essere positive o sospettate di esserlo, devono essere inviate al medico per la diagnosi e se necessario il trattamento.

Screening riguardanti i difetti visivi nei bambini sono una pratica diffusa in tutto il mondo. Non esistono linee guida generali ma ogni autorità sanitaria locale ha applicato soluzioni differenti. Anche in Italia non esistono veri e propri screening visivi condotti su vasta scala, se si fa eccezione per le analisi svolte dai pediatri. La F.I.M.P. (Federazione Italiana Medici Pediatri) “in accordo con le istituzioni regionali preposte ha ritenuto utile e possibile affidare al pediatra di famiglia l’osservazione attenta e continua della funzione visiva nell’ambito dei bilanci di salute previsti dall’ ultimo accordo collettivo nazionale. Per questo motivo alcuni oculisti e pediatri hanno elaborato delle linee guida per la valutazione visiva [ … ] questo documento ha lo scopo di dare indicazioni precise su cosa, quando, come fare per individuare precocemente le patologie che possono interferire significativamente con il normale sviluppo dell’apparato visivo. [ … ] Non è unanime il consenso sugli strumenti che il pediatra può utilizzare per la rilevazione precoce dei difetti visivi”.

Stato del problema

Non esistono dati Istat relativi alle problematiche visive, per questo motivo riportiamo alcune ricerche americane sull’argomento, (U.S. Census Buerau 2000) che evidenziano come le problematiche visive siano la quarta più comune disabilità e la condizione prevalente di handicap durante l’infanzia. Uno studio condotto tra il 1979 e il 1980 evidenzia come il 31% di bambini tra i 6 e i 16 anni hanno ricevuto un esame completo mentre sotto i 6 anni solo il 14%. In uno studio di 5851 bambini tra i 9 e i 15 anni, circa il 20% risultava aver bisogno di occhiali ma solo il l0% di questo gruppo li aveva. Non è chiaro il motivo per cui un numero così basso di bambini abbia ricevuto un esame visivo completo; probabilmente è da imputare a più cause tra le quali le problematiche relative agli screening sopra citate.

Uno dei più importanti studi riguardanti i disturbi specifici della visione nei bambini ha raccolto dati relativi a 7119 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni che hanno ricevuto un esame visivo standardizzato. Di questi bambini esaminati, il 9,2% ha scompensi ai muscoli oculari, una condizione di malattia o altre anomalie in uno o entrambi gli occhi. Approssimativamente il 2,4% è strabico e il 4,3% ha una significativa eteroforia. Solo circa l’ l% ha condizioni anomale delle palpebre come congiuntiviti, blefariti e altre anomalie delle ghiandole lacrimati.

Una seconda fase del progetto di ricerca ha riguardato 6678 bambini di età compresa tra i 12 e i 17 anni che riporta dei dati leggermente inferiori riguardo le problematiche sopra descritte che sottolineano un maggior controllo in questa fascia d’età.

Una più recente revisione della letteratura ha trovato questa distribuzione delle problematiche legate alla visione nei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 18 anni: ambliopia nel 2-3%; strabismo nel 3-4%; errori refrattivi 15-30%; malattie oculari meno dell’l%.

Riportiamo una tabella con i disturbi visivi maggiormente incontrati dagli optometristi americani.

Per questi motivi The American Public Health Association incoraggia ad eseguire un esame visivo all’età di 6 mesi, 2 anni e 4 anni. Stimola inoltre i pediatri a raccomandare che tutti i bambini effettuino un esame visivo negli intervalli di tempo indicati.

 

Tipo di problema 6 mesi e 5 anni 11 mesi 6 e 18 anni
Ipermetropia 33% 23%
Astigmatismo 22.5% 22.5%
Miopia 9.4% 20.2%
Anomalie binoculari non strabismiche 5.0% 16.3%
Strabismo 21.1% 10.0%
Ambliopia 7.9% 7.8%
Anomalie accomodative 1.0% 6.0%
Anomalie retiniche periferiche che richiedono un intervento specifico 0.5% 2.0%

I risultati sono basati su un campione di popolazione specifica e possono non essere rappresentativi della popolazione in generale.

L’ esame visivo specifico per la popolazione pediatrica

Il termine “popolazione pediatrica” può essere applicato ai pazienti con età compresa tra gli O e i 18 anni. D’altra parte, le capacità e le richieste in questa fascia d’età variano significativamente; la popolazione pediatrica può essere ulteriormente suddivisa in tre sottocategorie:

  • Neonati e bambini fino a 3 anni
  • Bambini in età prescolare dai 3 anni ai 5 anni e 11 mesi
  • Bambini in età scolare, dai 6 anni ai 18 anni.

Questa suddivisione della popolazione pediatrica è basata su cambiamenti dello sviluppo che avviene dalla nascita per tutta questa fascia d’età.

Esperienze cliniche dimostrano che il primo esame visivo dovrebbe essere sostenuto a sei mesi, considerate le tappe evolutive raggiunte. A quest’ età l’ acuità visiva, l’ accomodazione, la stereopsi e altre proprietà del sistema visivo si sviluppano rapidamente raggiungendo sostanzialmente i livelli dell’ adulto.

Circa a tre anni d’età, il bambino ha adeguate capacità di linguaggio che lo rendono capace di poter cooperare per un esame visivo tradizionale. Tuttavia spesso l’ esaminatore ha bisogno di modificare alcune procedure, per ottenere le informazioni necessarie. Oltre i sei anni il bambino è così maturo da poter essere esaminato con le procedure standard. Siccome vi può essere grande differenza tra bambini della stessa età è importante non basare la scelta dei test solo ed esclusivamente sull’età cronologica ma sulle capacità specifiche del bambino in esame. Gli obiettivi di un esame visivo specifico per la popolazione pediatrica sono:

  • Valutare la funzionalità degli occhi e del sistema visivo, tenendo conto dei diversi livelli di sviluppo del bambino
  • Stabilire la formula di trattamento più adeguata.
  • Consigliare ed informare i genitori relativamente allo stato visivo del loro bambino, dando raccomandazioni di trattamento, gestione e prevenzione

Il ruolo del pediatra e dell’ oculista è e resta fondamentale.

Il ruolo dell’ottico optometrista dovrebbe diventarlo!
Articolo di  Dott. Simone Santacatterina Ottico Optometrista

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